Quando Letta affronterà Merkel?

Dopo che la Germania avrà digerito l’esito del voto del 22 settembre, a Bruxelles si tornerà a parlare del futuro dell’Europa. Oltre alla Grecia, sul tavolo dei negoziati ci sarà anche l’Unione bancaria. Finora gli unici passi avanti si sono registrati sull’Autorità di vigilanza comune, che andrà a regime il 1 marzo 2014. Mancano invece regole certe per una rete di protezione comune e per un meccanismo di ristrutturazione degli istituti di credito. La proposta del commissario al Mercato interno, il francese Michel Barnier, non è risultata gradita a Berlino, che teme una aggressione degli euroburocrati alle proprie banche.
4 AGO 20
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Dopo che la Germania avrà digerito l’esito del voto del 22 settembre, a Bruxelles si tornerà a parlare del futuro dell’Europa. Oltre alla Grecia, sul tavolo dei negoziati ci sarà anche l’Unione bancaria. Finora gli unici passi avanti si sono registrati sull’Autorità di vigilanza comune, che andrà a regime il 1 marzo 2014. Mancano invece regole certe per una rete di protezione comune e per un meccanismo di ristrutturazione degli istituti di credito. La proposta del commissario al Mercato interno, il francese Michel Barnier, non è risultata gradita a Berlino, che teme una aggressione degli euroburocrati alle proprie banche. Enrico Letta, che sulla via per il Meeting di Rimini nel weekend ha detto con ottimismo che “il 2014 può essere l’anno del nuovo inizio per l’Europa”, ha più volte assicurato di voler fare dell’attuazione dell’Unione bancaria uno degli obiettivi del semestre europeo di presidenza italiana, che incomincerà appunto nel luglio 2014. Se i patti presi lo scorso anno fossero rispettati, entro la metà del 2014 gran parte della legislazione sarà già stata approvata. E’ molto probabile, però, che il governo federale rallenti ancora l’iter, proponendo una formale modifica dei trattati europei. Come suggerito da Wolfgang Münchau in un suo editoriale sul Financial Times del maggio scorso, Letta dovrebbe allora cercare di raccogliere alleati credibili in Europa per portare a compimento l’opera il prima possibile. L’Italia avrebbe tutto da guadagnare da un’Unione bancaria operativa e funzionante, l’Unione servirebbe anche a ridurre la forte frammentazione finanziaria esistente nell’Eurozona, creando regole certe e prevedibili, oltre che produrre un abbassamento del costo di rifinanziamento per le piccole e medie imprese, uno degli ostacoli competitivi per la nostra manifattura. Oltre ad assicurarsi l’appoggio del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, Letta approfitti dunque delle contraddizioni tra governo federale tedesco e Bundesbank. Come confermato dal portavoce di Jens Weidmann in visita in Italia alla fine di luglio, la Banca centrale tedesca insiste da tempo per una celere costituzione dell’Unione bancaria e guarda con sospetto alla tattica temporeggiatrice della cancelliera di Berlino e del suo ministro delle Finanze. Un inusuale alleato per Letta, quell’intransigente Bundesbank. Ma per ora uno dei pochi.